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Fave nette e cicorie selvatiche
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Dal Salento. Oggi vogliamo ritagliare un piccolo spazio per rendere omaggio a qualcosa che ogni giorno allieta le nostre tavole e permette di esclamare “che buono!”: i piatti e le tradizioni della gastronomia salentina. Portiamo, nel mondo e nel resto d’Italia, le “recipes” a noi care cercando di ricreare, sempre, l’appuntamento col gusto.

Alcune piccole avversità, specie se si è lontani, possono imporre una variazione nella ricetta madre, magari mancherà l’erba aromatica di turno o una delle componenti salienti ma la disfatta non s’ha da proclamare: al gusto salentino non si rinuncia!

E allora, volendo immaginare che l’articolo venga letto da chi è lontano o, semplicemente, è alla ricerca di un’ispirazione su cosa portare in tavola, ecco servita una guida gastronomica realizzata da Nelsalento.com.
Con alcuni interessanti cenni storici, l’infografica fa un sunto delle pietanze più quotate del Salento, laddove quotate sia inteso un po’ come “quote” all’inglese, l’atto di citare e menzionare queste ricette deriva dalla loro indiscussa bontà.

Orecchiette e minchiareddi cedono il passo a frise, tajeddha e municeddhi non senza chiamare in causa l’acquolina. Nell’infografica enogastronomica salentina c’è il dolce e il salato, lo street food da addentare per la gioia delle signore papille, ci sono i piatti da gustare seduti in tavola con forchetta impugnata, sfoderando un sorriso giocondo  e accompagnando un buon vino locale.

Torniamo al proposito che muove questo breve articolo: dare input culinari, ispirare e accendere i fuochi delle cucine e allinearli al mood salentino, a quel gusto avvolgente e doppio che lascia sicuramente traccia.

Cosa portiamo in tavola oggi? Fave nette con cicorie selvatiche.
Un piatto unico e buonissimo.

Ingredienti (4 persone):
  • 300 gr. di fave secche;
  • 600 gr.di cicoria;
  • sale;
  • pepe;
  • olio extra-vergine di oliva;
  • fette di pane casereccio;
  • peperoncino.
Procedimento:

  1. Le fave devono essere messe in ammollo, in acqua fredda, per un tempo minimo di 12 ore.
  2. Poco prima di iniziare la cottura, rigorosamente a fuoco lento, fate colare le fave.
  3. Si potranno definire cotte quando, girandole con un cucchiaio di legno, le fave si sfalderanno fino a diventare un purè, a quel punto potete condirle con due cucchiai di olio d'oliva.
  4. Per quanto riguarda le cicorie, pulitele ben bene, sciacquatele più volte e lessatele in acqua salata.
  5. Potete “ripassare” le cicorie in padella con aglio, olio e un pizzico di peperoncino piccante.
  6. Un’altra chicca che arricchisce la ricetta è tostare quattro fette di pane casereccio sulla piastra.

Da servire in terrine di coccio: due mestoli di crema di fave, per ciascun commensale, al centro le cicorie (una bella quantità), condire con un filo d'olio d'oliva e accompagnare la zuppa con crostini di pane tostato.



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