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Cecamariti salentini
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Dal Salento. I cecamariti salentini sono semplici frittelle, facili e veloci da realizzare che nel Salento hanno un significato tutto particolare. Le donne salentine per ingraziare i mariti che rientravano dopo la giornata di lavoro, preparavano per loro succulenti bocconcini fritti che per la bontà ‘accecavano i mariti’.

Le frittelline salate a Torrepaduli, frazione del comune di Ruffano, sono addirittura le protagoniste di una sagra a loro dedicata.

Accompagnate da buon vino locale i cecamariti sono uno sfizioso antipasto che, servito caldo, è molto gradito. Ma volendo si possono utilizzare come aperitivi accompagnati da prosecco fresco, in entrambi i casi soddisferanno il vostro palato.

Ingredienti (4 persone):
  • 1 zucchina;
  • 3-4 pomodori;
  • 1 peperoncino;
  • olive nere;
  • capperi;
  • 1 peperone;
  • 1 cipolla;
  • 2 uova;
  • 350 gr di farina;
  • sale;
  • acqua;
  • olio extravergine d'oliva.
Procedimento:

  1. Lavate la zucchina, il peperone e il peperoncino e tagliateli in piccoli pezzi.
  2. Pulite una cipolla e tagliatela mettetela in un mixer insieme agli ortaggi prima lavati.
  3. Tritate tutto e lasciate da parte.
  4. Lavate e tagliate in piccoli quadratini i pomodori
  5. Preparate la pastella con farina, uova e sale mescolati tra loro.
  6. Aggiungete poco alla volta l’acqua e mescolate fino ad avere un composto omogeneo senza grumi non troppo liquido.
  7. Versate nella ciotola contenente la pastella le verdure tritate e aggiungete i capperi e i pomodori e mescolate tutti gli ingredienti.
  8. Mettete sul fuoco una pentola per la frittura e portate a temperatura l’olio.
  9. Con un cucchiaio prendete parte del composto e versatelo nell’olio bollente.
  10. Dopo pochi minuti le vostre frittelle saranno dorate e potrete scolarle e lasciare su carta assorbente.
  11. Procedete allo stesso modo fino a finire tutto il composto.
  12. A frittura terminata servite caldi i vostri cecamariti salentini.

Curiosità: Spesso la preparazione di questo piatto in passato era un espediente furbetto utilizzato dalle signore salentine. La loro bontà faceva sì che gli uomini fossero più disponibili a sorvolare su alcune mancanze femminili e per questo motivo le donne salentine usavano prendere per la gola i propri mariti.

Inoltre i mariti apprezzavano molto questa succulenta pietanza anche per il gusto afrodisiaco degli ingredienti contenuti in queste piccole e gustose frittelle che, appunto, li “accecavano”.



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