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Pittule salentine di vari gusti
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Dal Salento. La ricetta originale delle pittule leccesi è molto semplice: pasta lievitata, morbidissima, a cui si dà la forma rotonda (con un po’ di maestria) e che viene successivamente fritta, niente di più semplice e di più buono.

L’impasto base è semplicissimo: farina, acqua e lievito ma con la fantasia le si può arricchire in mille gusti diversi e farle diventare un vero aperitivo.

Il segreto stà nell’impasto che, una volta lavorato, deve risultare molto morbido, quasi liquido.Vediamo insieme come preparare le pittule classiche.

Ingredienti (6-8 persone):
  • 500 g di farina 00;
  • 400 ml di acqua tiepida;
  • mezzo panetto di lievito di birra;
  • sale;
  • zucchero;
  • olio per friggere.
Procedimento:

  1. Sciogliete il lievito di birra in un po’ di acqua tiepida insieme ad un cucchiaino di zucchero (questo passaggio agevolerà l’azione lievitante perché il lievito s nutrirà subito dello zucchero).
  2. Lasciamo riposare qualche minuto, fino a quando il composto non inizierà a schiumare.
  3. Setacciamo la farina in una ciotola ed aggiungiamo il sale.
  4. Aggiungete alla farina prima l’acqua e lievito e mescolate, quindi unite la restante acqua tiepida, poca alla volta, mescolando di continuo.
  5. Impastate fino ad ottenere un comoto molto liscio,omogeneo e quasi liquido.
  6. Sbattete l’impasto in modo che assorba aria, appena compariranno delle bolle in superficie, sarà pronto e può essere lasciato lievitare.
  7. Copritelo con un po’ di farina e lasciatelo riposare in un luogo caldo fino a quando non raddoppierà di volume.
  8. Appena l’impasto risulterà lievitato a sufficienza possiamo iniziare la frittura.
  9. In una casseruola dai bordi alti mettete abbondante olio e fatelo riscaldare.
  10. Se avete preparato dei ripieni, metteteli  in delle coppette e suddividere l’impasto in quantità sufficiente da incorporare gli ingredienti preparati.
  11. Bagnatevi le mani e prelevando piccole quantità di impasto lasciate scivolare delle palline di pasta nell’olio caldo.
  12. Se non vi siete mai cimentate con questo lavoro potete utilizzare un cucchiaio umido per prelevare la giusta porzione di impasto e tuffarla nell’olio.
  13. Fate friggere le palline per qualche minuto fino a quando non risulteranno dorate.
  14. Scolate su carta assorbente in modo da eliminare l’unto in eccesso.
  15. Servite calde.

Le pittule, oggi famose e conosciute  in tutta italia, si preparano senza aspettare risorrenze particolari.

In passato, erano, invece,  la preparazione tipica della vigilia delle feste più importanti.

Non avendo modo con cui festeggiare, nelle case contadine si dava libero sfogo alla fantasia e si inventavano ricette buone e saporite con i pochi ingredienti che si avevano a disposizione in casa.

L’impasto classico è quello neutro (solo farina, sale, lievito ed acqua) che veniva fritto rigorosamente in olio extravergine di oliva.

Nei vari periodi dell’anno, a seconda della disponibilità di altri ingredienti, si farcivano con cavolfiore lesso, con rape “nfucate”, con papate dolci lesse, con le cicorie lesse, alla pizzaiola (cioè pomodoro tagliato a cubetti, origano, capperi sott’aceto e olive verdi e nere tagliuzzate).

Per la vigilia di Natale, invece, si era soliti aggiungere all’impasto del baccalà lesso. Oggi, per la felicità di molti,  le si trovano abitualmente e quotidianamente in tutti i ristoranti di cucina locale e anche in molte gastronomie d’asporto.



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