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Muersi fritti con fagioli e cime di rapa
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Dal Salento. Buon giorno cari amici e amiche.

Lo spazio che Leccenews24 dedica oggi ai sapori del Salento è occupato da una ricetta che affonda le sue radici nella cultura più autentica di queste terre.

Il Salento, in passato, era una zona povera, che viveva principalmente dei frutti della terra.

E’ per questo che le ricette rispecchiano in pieno, questi sapori, ma non solo. Essendo una terra che viveva principalmente di agricoltura e pastorizia, non si poteva permettere il lusso di buttare via i suoi prodotti, ecco perché nascono, dall’ingegno e dall’inventiva delle massaie salentine,  ricette insolite ed innovative, come i “muersi fritti”, in grado di rivisitare i consueti prodotti della tavola.

Ingredienti (4 persone):
  • 1 kg di cime di rapa;
  • 200 gr di fagioli secchi;
  • 200 gr di pane raffermo (in alternativa potete utilizzare frise di grano a pezzi);
  • 100 gr di olio extra vergine di oliva;
  • sale;
  • peperoncino.
Procedimento:

  1. Mettete in ammollo, dalla sera precedente, i legumi.
  2. Il mattino successivo sciacquateli e lessateli (è preferibile, se ne avete la possibilità, cuocerli alla pignata, il classico tegame di terra cotta, e vicino al fuoco).
  3. Scolateli quando saranno molto cotti.
  4. Mondate le cime di rapa.
  5. Lavatele accuratamente e fatele lessare in una padella con abbondante acqua salata.
  6. Scolatele e mettetele da parte per il momento.
  7. In un tegame antiaderente mettete a riscaldare l’olio.
  8. Unite il peperoncino e lasciate soffriggere a fuoco lento.
  9. Riducete il pane in tocchetti (o in alternativa le frise in "scrafizzuli").
  10. Immergete il pane nell’olio aromatizzato e lasciateli dorare.
  11. A questo punto unite le cime di rapa e i fagioli.
  12. Amalgamate e lasciate cuocere per altri 5 minuti continuando a mescolare.
  13. Quando il composto sarà omogeneo, spegnete il fuoco e servite caldissimo.

Come ogni autentica ricetta salentina, anche questa è all’insegna della semplicità e dei sapori della terra.

Questa in particolare nasce proprio dall’esigenza di riciclare avanzi dei giorni precedenti in modo alternativo e gustoso.

Il pane, infatti, è pane duro, che non potrebbe essere consumato in altro modo, o eventualmente, le frise, in particolare gli “scrafizzuli” cioè i pezzi di frisa che si sbriciolano e restano sul fondo della confezione, parti quindi che non possono essere consumati come si fa di solito (immergendoli in acqua e condendoli a piacere).

I fagioli, inoltre, sono un legume naturalmente abbondante in queste terre, lo si cucinava spesso,” schietto” cioè da solo,  o con la pasta, ma a furia di prepararlo sempre nello stesso modo stancava i palati dei commensali.

Inoltre per questa ricetta, solitamente si utilizzavano i fagioli avanzati dalla pignata dal giorno prima.Un piatto quindi pratico (perché riciclava gli avanzi), veloce (in quanto la maggior parte degli ingredienti era già pronta e disponibile) e molto saporito: i ghiotti ingredienti dei muersi mischiati tra di loro acquisiscono insieme  un sapore speciale ed unico.



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