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Orecchiette con cime di rape
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Dalla Puglia. Le Orecchiette (rigorosamente fatte in casa) alle cime di rapa è, senza ombra di dubbio, il primo piatto che viene in mente quando si parla di cucina pugliese. O almeno il più popolare al di fuori dei confini locali.

Un po’ come accade per il pesto in Liguria o i tortellini in Emilia Romagna, è ormai innegabile che le tipiche orecchiette hanno conquistato un numero sempre maggiore di estimatori, soprattutto nel Bel Paese rendendo famosa anche al nord la nostra Regione.

Esistono un’infinità di ricette da preparare con questo particolare tipo di pasta fresca, da quelle più classiche a quelle più sconosciute, ma il più tradizionale resta sempre il condimento che vede protagoniste le cime di rapa.

Pochi e semplici ingredienti per  un risultato in grado di soddisfare anche il palato più raffinato. 
 

Ingredienti (4 persone):
  • 1,5 kg. di rape;
  • 1/2 kg. di orecchiette;
  • 100 g.di olio evo;
  • 1 spicchio d'aglio;
  • 3-4 filetti d'acciuga;
  • sale grosso;
  • Peperoncino (facoltativo).
Procedimento:

  1. Mondate le rape, prendendo le cimette e le foglioline più tenere.
  2. Lavatele. Portate a bollore abbondante acqua salata. Lessate le rape.
  3. Toglietele con una schiumarola, mantenendo l'acqua, nella quale cucinerete le orecchiette.
  4. In un pentolino, scaldate l'olio con l'aglio e i filetti d'acciuga, quando questi ultimi si saranno sciolti, spegnete.
  5. Lessate le orecchiette e scolatele.
  6. Ora nel tegame mettete la pasta, le cime di rape e l'olio con aglio e acciughe.
  7. A fiamma bassa amalgamate il tutto.
  8. Impiattate con un poco di peperoncino.

Varianti: Se volete arricchire il piatto potete aggiungere alle orecchiette e alle rape anche la scamorza affumicata e otterrete un gusto ancor più intenso e saporito.

Curiosità: Nelle varie zone della Puglia le orecchiette sono chiamate in modo diverso a secoda del dialetto locale: a Taranto "Chiancaredde", a Latiano "Stacchioddi", nel sud Salento "Ricchie", oppure "Ricchitedd" nel barese e ancora "Stracinate" perchè ottenute trasciando il dito sulla spianatoia per ottenere la forma tipica.



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