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Paparine nfucate con le olive
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Dal Salento. In Salento non si butta niente e soprattutto anche la pianta più povera, se opportunamente preparata, può diventare un piatto delizioso, nutriente e saporito.

Per questo oggi vi presentiamo le paparine nfucate con le olive nere, un piatto povero ma molto gustoso che si presta per essere un contorno ma anche un piatto unico o una deliziosa farcia per pizze e focacce.

Oppure potete fare come i contadini salentini che erano soliti pranzare nei campi con una puccia (pane tipico locale a base di grano duro) svuotata della mollica e ripiena di questa tipo di minestra.

Ingredienti (4 persone):
  • 2 kg di paparine;
  • qualche pomodorino invernale;
  • olive nere;
  • vino rosso;
  • sale;
  • peperoncino;
  • olio extra vergine di oliva.
Procedimento:

  1. Mondate con attenzione la verdura, eliminate le parti secche o sciupate e perlustrate con attenzione l’interno delle foglie, dove solitamente si annidano piccole lumachine.
  2. Lavare accuratamente le paparine facendo attenzione ad eliminare tutto il terriccio.
  3. Sarà necessario lavarle  almeno due o tre volte in una bacinella con abbondante acqua fredda.
  4. In una padella sufficientemente ampia fate riscaldare dell'olio extra vergine di oliva.
  5. Unite uno spicchio d'aglio, un peperoncino tritato e i pomodorini tagliuzzati.
  6. Quando si saranno soffritti aggiungete le paparine sgocciolate e coprite con un coperchio.
  7. Le paparine si cuoceranno nella loro stessa acqua di vegetazione per circa una ventina di minuti (saranno pronte appena risulteranno tenere).
  8. Aggiungete a meta cottura le olive nere e mezzo bicchiere di vino.
  9. Appena la parte alcolica sarà completamente evaporata, regolate di sale mescolate e spegnere il fuoco.
  10. Servire calde.

Come avrete sicuramente notato spulciando tra le ricette della nostra rubrica dedicata alle prelibatezze salentine, la maggior parte di queste preparazioni ha come caratteristica quella di essere a base di prodotti poveri.

Un esempio eccellente è quello che vi abbiamo proposto oggi, un tempo consumato solo dai braccianti agricoli che raccoglievano questa verdura spontanea conosciuta con il nome di papavero rosolaccio (papaver rhoeas).
La pianta del papavero cresce spontaneamente sul territorio salentino, tanto da essere addirittura infestante in alcune zone.

Viene raccolta nel periodo invernale, prima della fioritura ed ha un sapore leggermente dolciastro. Oggi la minestra di paparine è un piatto molto rinomato, servito in tutti i migliori ristoranti salentini.



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