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Trippa in umido con patate
Tempo totale:

Dal Salento. Un piatto insolito quello che arriva oggi dal Salento.
La trippa, cioè la frattaglia che si ottiene dallo stomaco del bovino, non è un ingrediente gradito a tutti.

Molti pensano che sia grassa e per questo non l’hanno mai assaggiata, in realtà la trippa non è assolutamente un alimento grasso anzi contiene una elevata quantità di proteine, pochi lipidi e niente glucidi.

Altri invece non l’acquistano perché ritengono che sia difficile da preparare ma in realtà ha solo bisogno di tempi di cottura più prolungati.

Ingredienti (4 persone):
  • 1 kg di trippa;
  • 4 patate grosse;
  • cipolla;
  • prezzemolo;
  • sedano;
  • carota;
  • pomodoro;
  • 1 litro di brodo;
  • pecorino grattugiato.
Procedimento:

  1. Per prima cosa mettete una capace casseruola sul fuoco colma di acqua.
  2. Appena inizierà a bollire tuffateci dentro la trippa e sbollentatela per qualche minuto.
  3. Nel frattempo pulite e lavate le verdure.
  4. Scolate la trippa, sciacqua tela sotto acqua corrente e trasferitela in una casseruola pulita.
  5. Unite il brodo e tutte le verdure.
  6. Coprite con il coperchio e mettete sul fuoco.
  7. Portate a bollore a fiamma moderata, quindi abbassate la fiamma e lasciate cuocere per almeno 2 ore.
  8. Regolate di sale e di peperoncino secondo i vostri gusti.
  9. Quando la trippa sarà pronta inizierà a profumare.
  10. Lavate le patate, sbucciatele e tagliatele a tocchetti.
  11. Unite le patate alla trippa e regolate nuovamente di sale.
  12. Fate cuocere fino a quando le patate saranno cotte.
  13. Servite in fondine individuali cospargendo le porzioni con del pecorino grattugiato e dei crostini caldi.

L’aspetto più importante da tenere presente è che la trippa deve essere ben pulita.
Spesso, i macellai, per ottenere questo risultato la lavano con agenti aggressivi che lasciano la trippa sgrassata e bianchissima ma con un retrogusto insolito e non proprio gradevole, per questo fate molto attenzione quando l’acquistate e rifornitevi sempre dal vostro macellaio di fiducia.
 
Ovviamente si tratta di un piatto molto povero, nato dalla tradizione contadina più autentica ed antica.
Il punto forte di questa pietanza è dato dalla semplice preparazione e dall’aspetto rustico e conviviale anche se  il gusto, alla fine, risulta molto delicato.
 
Ovviamente se non apprezzate il pecorino potete sostituirlo con del parmigiano.
I crostini saranno un piccolo e prezioso valore aggiunto.



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